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Le novelle della nonna — selezione

Dopo quella spiegazione avvenuta fra i due sposi nel silenzio di una splendida sera di primavera, la gioia era tornata a brillare sull’esistenza di Cecco e di Vezzosa. Gli uomini del podere erano in faccende per preparare le viti, che si coprivano di pampini, e per vangare e arare i campi che volevan mettere a granturco e a saggina, e le donne erano occupate a riaccomodare i vestiti da estate per loro, per i mariti e per i figli. Vezzosa era la più libera e toccava a lei a portare il desinare nel campo ai cinque fratelli e a fare il pane e il bucato, aiutata dall’Annina. Benché il lavoro fosse duro e incominciasse alle cinque di mattina per continuare fino a tarda sera, pure ella trovava sempre il tempo d’insegnare a leggere e scrivere ai bimbi. Specialmente allora che si avvicinava la Pentecoste, ella s’era messa in testa di far imparare al Rossino una poesia per la nonna; e per indurlo a ripetere i versi e tenerli a mente, gli faceva ogni tanto un omìno di pasta con un po’ di zucchero, oppure due brigidini, che gli dava a lezione terminata. · Emma Perodi · niveau B2

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