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Sul treno per Palermo

Niveau C1 · viaggi · dialogo · ~433 mots

— Posso sedermi qui? Il resto dello scompartimento è occupato da valigie che sembrano avere una vita propria.

— Prego, si accomodi pure. Anch'io viaggio da solo, e a dire il vero una chiacchiera mi farebbe compagnia fino a Villa San Giovanni.

— Grazie. Sto tornando a Palermo dopo un anno esatto: mi sono trasferita a Bologna per l'università e, tra esami e lavoretti, non avevo mai trovato il coraggio di prendere questo treno.

— Un anno è tanto, alla sua età. Io invece questa linea l'ho fatta per trentotto anni, prima come macchinista e poi, negli ultimi tempi, come capotreno. Sono in pensione da poco, ma le gambe si ostinano a portarmi sempre allo stesso binario.

— Trentotto anni sullo stesso percorso... non si è mai stancato di vedere le stesse stazioni, le stesse montagne?

— Le montagne cambiano ogni volta, se uno le guarda davvero. Cambia la luce, cambia chi sale e chi scende. Ho visto partire ragazzi con una valigia di cartone legata con lo spago e tornare, decenni dopo, con i capelli bianchi e i nipoti al seguito.

— Mio nonno partì così, negli anni Sessanta, per una fabbrica a Torino. Non ne parlava quasi mai, ma mia madre dice che pianse per tutto il viaggio dello Stretto.

— Capisco bene quel pianto. Tra poco lo attraverseremo anche noi: il treno verrà smontato in vagoni e caricato sul traghetto, e per quaranta minuti staremo sospesi tra due terre, senza essere né di qua né di là.

— È strano pensarci: si parte da un continente e si arriva su un'isola restando seduti nello stesso posto.

— Ecco perché io non ho mai chiamato questo lavoro un mestiere come un altro. Portavo la gente attraverso quella soglia invisibile, e ogni volta qualcuno, guardando il mare dal ponte del traghetto, capiva finalmente che cosa significasse tornare.

— E lei, alla fine, che cosa significa per lei tornare, dopo trentotto anni passati ad attraversare quello stretto?

— Significa che la Sicilia non l'ho mai davvero lasciata, anche quando dormivo a Milano tra un turno e l'altro. Si torna sempre, in un modo o nell'altro.

Il treno rallentò tra le luci della stazione, e i due passeggeri raccolsero le loro cose senza fretta, come se scendere fosse improvvisamente meno urgente di prima.

— Mi scusi, non mi ha detto il suo nome, e io le ho raccontato mezza vita senza sapere nemmeno come chiamarla.

— Chiara. E la ringrazio per il racconto: mi ha fatto sembrare più breve questo ritorno che temevo da un anno.

— Allora, ecco il mio numero: mi racconti il resto un'altra volta, quando avrà voglia di parlare ancora di stazioni e di traghetti.

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À propos de ce texte

« Sul treno per Palermo » est un texte de type « dialogo » sur le thème « viaggi », d'environ 433 mots. Comptez environ 4 minutes de lecture, traductions comprises.

Niveau C1 du CECR — niveau avancé : style soutenu, tournures idiomatiques et implicites culturels. On lit des textes exigeants avec peu de recours à la traduction.

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