I fuochi di San Giovanni
Niveau C2 · feste · poesia · ~363 mots
I. La vigilia
Il ventiquattro giugno la notte si accorcia appena,
e i vecchi dicono che il sole, stanotte, non voglia proprio tramontare.
Nei cortili si ammucchiano rami secchi da mesi,
legna di ulivo, di quercia, di ginestra spinosa,
pazienza contadina raccolta un ramo alla volta.
Quando il cielo si fa color della brace
qualcuno accende il primo fuoco della piazza,
e da quel punto le fiamme si moltiplicano di colle in colle,
come se il paese intero rispondesse a un'unica voce antica.
Anche i bambini più piccoli restano svegli oltre l'ora consueta,
gli occhi accesi dal riflesso arancione sui muri delle case.
II. Il salto
I ragazzi si tolgono le scarpe sull'erba bagnata di rugiada,
si prendono per mano davanti al fuoco più alto,
e contano fino a tre come hanno fatto i loro padri.
Un salto, due salti, tre salti a piedi uniti,
per lasciare nella cenere la paura dell'anno passato
e portarsi via soltanto il coraggio che resta.
Le nonne guardano da lontano, sedute sulle sedie di paglia,
e ricordano quando anche loro saltavano senza pensare al fuoco,
solo alla promessa che ogni fiamma sembrava contenere.
III. La rugiada
All'alba, prima che il sole asciughi i prati,
le donne del paese raccolgono la rugiada nei fazzoletti bianchi,
convinte che quell'acqua leggera guarisca le ossa stanche
e renda più chiara la pelle dei bambini appena nati.
È un rito senza altare, senza preghiera scritta,
eppure ha la stessa serietà di una messa cantata,
perché la terra, dicono, in questa notte ascolta davvero.
Anche chi non crede più alle vecchie superstizioni
raccoglie ugualmente un po' di quell'acqua fredda, per abitudine o per rispetto.
IV. Le ceneri
Al mattino restano solo cerchi neri sull'erba calpestata,
un odore di fumo che si attacca ai vestiti per giorni,
e i ragazzi che ieri saltavano ora dormono fino a tardi.
Ma qualcosa, nell'aria, è cambiato senza far rumore:
il paese ha attraversato ancora una volta il suo confine invisibile,
quello tra la paura del buio e la fiducia nella luce che torna.
E forse è proprio questo, ogni anno, il vero fuoco che si accende:
non la fiamma che si vede, ma quella che si tramanda.
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À propos de ce texte
« I fuochi di San Giovanni » est un texte de type « poesia » sur le thème « feste », d'environ 363 mots. Comptez environ 3 minutes de lecture, traductions comprises.
Niveau C2 du CECR — niveau maîtrise : textes littéraires et registres variés, jeux de langue et références. Le niveau des lecteurs très à l'aise avec l'italien écrit.
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