L'inverno del rifugista
Niveau C2 · montagna · racconto · ~347 mots
Quando l'ultimo escursionista scese a valle, ai primi di novembre, Severino chiuse il portone del rifugio, girò due volte la chiave e rimase in ascolto: per la prima volta in trent'anni aveva scelto di non scendere, di passare l'inverno lassù, a duemilaquattrocento metri.
Non era una fuga, si ripeteva, bensì un esperimento: voleva scoprire che cosa restasse di un uomo quando gli venivano tolti i clienti, le chiacchiere, il rumore rassicurante e continuo degli altri.
I primi giorni furono un inventario: cataste di legna da misurare, scorte di farina e di lenticchie, candele, batterie, il vecchio fornello da revisionare con pazienza di orologiaio.
Poi venne il silenzio, che non era affatto vuoto: aveva spessori, venature, improvvisi scricchiolii di travi che assestandosi parlavano della notte.
Ogni mattina spalava la neve dall'ingresso, controllava il tetto, annotava su un quaderno la temperatura e la direzione del vento, come un guardiano di faro senza mare.
A gennaio arrivò la tempesta annunciata dal barometro: tre giorni di raffiche che facevano tremare le imposte, mentre la neve cancellava ogni confine tra cielo e terra.
Severino alimentava la stufa, razionava la legna e ascoltava il proprio respiro, sorpreso di non provare paura, ma una specie di feroce, quieta lucidità.
La terza sera qualcuno bussò, o così gli parve: aprì e trovò un escursionista assiderato, con la barba piena di ghiaccio, sfinito, che balbettava di un sentiero sbagliato e di una notte passata in un anfratto.
Lo spogliò, lo avvolse nelle coperte, gli fece bere brodo caldo, cucchiaio dopo cucchiaio, vegliandolo per tutta la notte come si veglia un fratello.
Quando, due giorni dopo, l'elicottero portò via l'uomo salvato, Severino si accorse di non desiderare affatto che il rifugio tornasse a riempirsi.
Capì allora che la solitudine cercata non era mai stata un rifiuto degli altri, bensì una riconciliazione: con la montagna, con il proprio passato, con il ragazzo che era stato e che lassù, finalmente, aveva smesso di rincorrere.
In primavera, quando riaprì il portone, i primi escursionisti trovarono un uomo diverso: più silenzioso, forse, ma capace di ascoltare davvero chi gli stava davanti.
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À propos de ce texte
« L'inverno del rifugista » est un texte de type « racconto » sur le thème « montagna », d'environ 347 mots. Comptez environ 3 minutes de lecture, traductions comprises.
Niveau C2 du CECR — niveau maîtrise : textes littéraires et registres variés, jeux de langue et références. Le niveau des lecteurs très à l'aise avec l'italien écrit.
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