Taccuino di viaggio: la Sicilia interiore
Niveau C2 · viaggi · lettera_diario · ~338 mots
Palermo, 3 aprile. Sono arrivato ieri sera e la città mi ha subito travolto con la sua splendida decadenza. Al mercato di Ballarò le voci dei venditori si intrecciano come un canto antico, fra montagne di agrumi e banchi di pesce lucente.
Ho camminato per ore senza meta, lasciando che fossero i vicoli, tortuosi e odorosi di gelsomino, a decidere per me. Dietro ogni facciata scrostata si nasconde un palazzo nobiliare, dentro ogni cortile un'eco araba o normanna.
Monreale, 5 aprile. Nella cattedrale i mosaici dorati rivestono ogni parete e il Cristo Pantocratore osserva i visitatori con una severità che sfiora la tenerezza. Sarei rimasto fino a sera, se il custode non avesse chiuso le porte.
6 aprile. Lascio la costa e mi addentro negli altipiani del grano. Qui la Sicilia diventa un oceano verde e giallo, ondulato, quasi privo di alberi, dove lo sguardo non incontra ostacoli.
I paesi appaiono all'improvviso sulle colline, arroccati come sentinelle stanche. Mi fermo in un villaggio mezzo abbandonato: metà delle case ha le finestre murate e nella piazza tre vecchi mi osservano come un'apparizione.
Uno di loro mi offre un caffè e mi racconta dei figli emigrati al nord. Qui restano soltanto i ricordi, dice senza amarezza, con la calma di chi ha fatto pace con l'inevitabile.
Piazza Armerina, 8 aprile. Nella villa romana del Casale i pavimenti conservano mosaici di cacciatori, di belve, di atlete dai gesti sorprendentemente moderni. Duemila anni ci separano da quelle figure, eppure sembrano danzare ancora.
9 aprile. Rileggo Tomasi di Lampedusa all'ombra di un ulivo secolare. Il Gattopardo non è soltanto un romanzo storico: è una diagnosi, forse una profezia.
Capisco soltanto adesso la pagina in cui il principe intuisce che tutto deve cambiare perché nulla cambi davvero. La Sicilia interiore vive ancora dentro quel paradosso.
In queste terre il tempo non scorre: si deposita, strato dopo strato, come la polvere sui mobili delle case chiuse da generazioni.
10 aprile. Domani tornerò a Palermo e poi al continente. Porto con me un'isola che non compare sulle cartoline: silenziosa, ferita, immensamente dignitosa.
Traduction française au clic et lecture audio disponibles dans la version interactive ci-dessus.
À propos de ce texte
« Taccuino di viaggio: la Sicilia interiore » est un texte de type « lettera_diario » sur le thème « viaggi », d'environ 338 mots. Comptez environ 3 minutes de lecture, traductions comprises.
Niveau C2 du CECR — niveau maîtrise : textes littéraires et registres variés, jeux de langue et références. Le niveau des lecteurs très à l'aise avec l'italien écrit.
Comment lire ce texte
Lisez d'abord le texte en entier sans chercher à tout traduire, pour saisir le sens général. Cliquez ensuite sur les mots ou les phrases qui vous échappent pour afficher la traduction française, puis relisez en écoutant l'audio afin d'associer l'écrit et le son.
Autres textes de niveau C2
- Capitani coraggiosi (viaggi) — — Un altro bicchiere, Nino, prima che il barista chiuda: stasera ho voglia di ricordare, non di dormire.
- Il Molise non esiste (viaggi) — «Il Molise non esiste» recita da decenni una battuta diffusa in tutta Italia, nata forse per scherzo su un social network e poi diventata,…
- Il turista del tempo (viaggi) — Nel 2140 la Compagnia dei Soggiorni Temporali vende, a chi possa permetterselo, un lusso che nessun secolo aveva mai conosciuto: passeggiare…
- Cuori binari (scienza_tecnologia) — Un algoritmo impara a prevedere il pianto,
- Contratto di locazione ad uso abitativo (vita_quotidiana) — Con la presente scrittura privata, da valere a tutti gli effetti di legge, il signor Alberto Bianchi, nato a Bologna il 14 marzo 1970, resi…
- Regolamento antidoping della Federazione (sport) — Articolo 1 – Ambito di applicazione. Il presente regolamento antidoping si applica a tutti gli atleti tesserati presso la Federazione, agli…
- Il vuoto necessario (cucina) — Alle cinque del mattino, quando la città dorme ancora e le luci dei lampioni si confondono con il primo chiarore, lo chef Bruno Salviati en…